QUANDO SCENDE LA SERA

Quando scende la sera,
Timide stelle e fioco chiar di luna
S'affacciano nel cielo,
Portando a noi quaggiù quiete profonda,
Aneliam il riposo.
E col pensier rivolto al Creatore,
Grati del don serbato a noi mortali,
Al desco familiar noi ci sediamo,
Ché lì ci attende il pane quotidiano,
Che dar la vita a vita è il suo scopo,
E che perciò, o mortal, nutrir fa d'uopo.
E nell'amen riposo,
Qualche pensiero ascoso
Che ognun serba nel cuore,
Dona tristezza o amore.
Nella notte che avanza
Tutto è silenzio e tace;
Solo il gracchiar d'un uccel rapace
S'ode in lontananza,
Ché a ghermir s'appresta
Placidi augel nella foresta.
Torna novella aurora
A ridestarci ancora,
E cantan gli augelli in coro
Che ai primi baglior
Van a ritrovar ristoro
Nei campi e nel solito sentiero,
Ma chi rapito fu
Non più è con loro!

Cesare Novelli