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COME SANGUE
Ancora verso l’estate si
pone il mio pensiero.
Correndo oltre quel Monte senza cima
e superando gli orizzonti delle primavere
nell’azzurra luce del cielo già si confonde.
E’il tempo di semine e raccolti,
di riflessioni e prove
che nel volo della vita
ruota inarrestabile.
Non ascolta comando né padrone
e inafferrabile s’inerpica il tralcio
tra mura e pietre lise.
Ove prima v’era un giardin fiorito
e s’udiva il canto della capinera,
or sfugge anche il ricordo
dalle dita offese,
or giunte e tese
ancor più alla Man del Cielo.
S’infrange sullo stipite degli anni
l’ombra muta del tempo andato,
consunta dai desideri e carica d’affanni
e come l’onda fragorosa e ansante,
prima nel tutto.. e poi nel nulla,
si rinsacca nell’urto sugli scogli
scorrendo ancor vita nelle vene
come sangue
chiuso tra la pelle dura e la fatica.
Tra bei gigli si nasconde ortica,
come fa vergogna nel dolore.
Nel sole dell’estate m’è nemica
spargendo sale sulle mie ferite:
a nulla serve ricevere calore,
non rende pace alla fatica!
L’incedere del passo non aiuta,
affossa l’orme sulla sabbia antica!
E sul sentiero pietroso dei miei monti
ho disperso il mio sangue
e tra i raggi del sole del tramonto…
odo ancor i sospiri bianchi della luna.
Ancora verso l’estate…scorre il sangue:
percorro in silenzio la vita
immerso nell’intenso autunno che già langue!

Alexnovo
(07.06.06)
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