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Io, Mare...
Io, Mare...
perduto negli spazi e nella vastità
dell’infinito cielo…
mi raccolgo in ginocchio per pregare,
per chieder venia a te che pur m’ammiri,
se d’orgoglio, per eccessivo amore,
ho illuso tutti i tuoi giovani sospiri.
Io, Mare...
chiedo perdono,
se ho raccolto i tuoi pensieri segreti
e poi li ho donati al vento, tra le onde,
volando su un’ala d’oro di gabbiano
e se ho letto nel profondo dei tuoi occhi,
imploranti e lucenti come il sole
la generosa offerta del tuo cuore:
come una vela svolta sulla tua barca
offerta alle onde
or increspate da un soffio di vento
audace e fiero.
Io, Mare...
così amato e temuto da tanta vastità,
senza confini, per i miei irraggiungibili orizzonti,
ora mi placo di fronte al tuo sentire:
m’inchino disteso e silente
sotto ai tuoi piedi scalzi,
per lambirti come timida carezza
pur senza tocco
e pur io nudo e senza veli.

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Io, Mare...
cosi tanto amato, affrontato,
temuto e offeso,
ti invito al canto ch’ io amo,
lasciando l’eco dei tuoi desideri,
al coro ammaliante di sirene,
e ascoltando la tua dolce nenia,
che al tuo vegliare,
m’abbandonerà nel dolce sonno
per sognare.
Io, Mare...
nelle notti in cui tu cercherai le stelle,
fermerò bufere, manderò una calda brezza
e dipingerò le onde per non dar a te altre paure.
Sbatterò altre schiume rumorose,
contro i consumati scogli
e sussurrerò con voce amica al cuore
che non avrò mai più timore
nel gridare a te il mio sconfinato amore!

Alexnovo |